IL SODOMITA
periodico di esplorazione rettale
Sunday, December 10, 2006
Monday, October 30, 2006
RACCONTO
Camminavo come fossi un'altra.
L'altra camminava.
Camminava, passo svelto, dentro a un mattino di Settembre. Camminava. Il cuore in gola.
E' il momento, è giunto il momento. E' questo il momento di fare qualcosa per te.
Camminava e camminava. Con la polvere dietro le Magnum logore, con le mani tremanti, senza voce, senza pensare, o forse pensando troppo a tutto, a niente. La gonna di lana e una camicetta dello stesso colore, con su un giacchino chiaro. Un freddo pungente, sebbene a inizio settembre.
Lo stai facendo, lo stai facendo sul serio.
La pelle bianco-studio-estivo impallidiva a quel bordeaux. Ma pazienza. Sarebbe impallidita comunque di lì a poco.
La fontana.
La vedo. Eccola. Ecco. E' il momento. Ora. Rallenta il passo, rallenta il battito cardiaco, per Dio, recupera il controllo fittizio che non hai mai avuto. Ora saprai, ora. Ora e per sempre.
"...ho una giacca sul giallo, mi riconoscerai. Davanti alla fontana, lì, proprio lì davanti. Ti aspetto. Ti aspetto da sempre."
Prova a mantenere il controllo, imbecille, sforzatici.
Qualcosa sul giallo, la intravedo. Qualcuno, in piedi, di spalle. Parla con qualcun'altro. Ma chi diavolo è? Doveva venire da solo... ma cosa dicono? ridono...
Rallenta cristo, osserva! E per Dio sii naturale!
I capelli raccolti, solleva la mano dalla tasca dell'impermeabile, si volta.
Cazzo il suo volto. Stai per vedere il suo volto. Zittisci il battito! Osserva!
Ok. E' finita. E' finita, d'accordo, ammettilo. E' finita. Avete giocato. Ha giocato. E non te ne sei mai accorta. E sei un'idiota.
E' una donna.
E' una donna che ride, ride con qualcuno.
Non mi ha vista. Mi fermo.
Lei guarda l'orologio, il suo uomo. Poi prende a camminare.
Sotto shock.
Non riesco a smettere di fissarla. Come ho potuto non capire?
Ma lei cammina, non si accorge di nulla, e sorride. Sorride e cammina. E camminando scopre dietro sè una siepe, e accanto alla siepe una panchina. E dalla panchina un uomo mi fissa, gambe incrociate e giacca beige, immensi occhi nocciola. Da quella panchina un uomo mi fissa e ride. E io sono ferma, ma posso tornare a sentirmi in vita, il sangue riprende a scorrere. La giacca era beige.
Beige.
Dalla panchina l'uomo ride, ride e mi fissa. Poi, infine, abbassa lo sguardo, e solo allora mi avvicino.
Mi avvicino e non mi guardi, sorridi.
Ti sono davanti, in piedi, tu seduto, composto, ancora a gambe incrociate. Finalmente sollevi gli occhi, in un lungo tragitto dalla panchina, alle mie spalle, ai miei. Sorridi. Sorridi di un sorriso di sfida. Sorridi d'imbarazzo, l'imbarazzo di un uomo felice, che non sa perchè.
"Cazzo quanto sei bella"
Bella. Io.
E avrei potuto credermi bella dentro quegli occhi. Avrei potuto credermi. Avrei potuto.
Dieci minuti dopo eri steso con la testa sulle mie ginocchia, mentre parlavo senza posa, con l'insolenza molesta dell'agitazione, mente mi sforzavo, con il massimo della discrezione, di esaminare ogni singolo centimetro quadrato della pelle del tuo volto. La barba del giorno prima, che pizzica appena al tatto, un paio di labbra sottili, un naso strano, solo tuo, che non ho più incontrato, se non sul volto di tua madre. Chiaro l'incarnato, spiccavano occhi d'abisso nocciola con screziature verdi. Ti meravigliasti le avessi notate, ma lo dicesti non senza orgoglio, col tuo narcisismo alla rovescia, volto a scoprirti una nuova ruga in ogni vetrina di strada, un'occhiaia un pò più profonda sotto la piega degli occhi. Ed io che pregavo perchè un giorno riuscissi a vederti con i miei occhi.
Ma ti sei accorto che ti guardavo, e mi hai fatto chiudere gli occhi per toccarmi il viso con le mani.
Io volevo dipingermi il tuo volto nella mente, tu scolpire il mio.
Come due sciocchi artisti innamorati. Come due sciocchi. Come due sciocchi e basta.
E poi una notte, distesa sul letto a pancia in giù, mi guardo dentro, ancora. Ed è ancora te che trovo. Ancora il brivido, ancora la paura.
"tu sei bella di una bellezza vera, feconda, non quelle bellezze sterili di plastica." E impallidivo. Poi mi recitavi qualche verso, col teatro che era in te. E mi abbracciavi.
"perchè piangi?" e hai bevuto quella lacrima, la sola.
Non te lo dissi, ma piangevo perchè eri la prima, no, l'unica cosa che io abbia fatto per me, per me sola. E so che non fu un errore.
"Noi ci rincontreremo un giorno, quando il futuro del mondo sarà compiuto, quando il matriarcato che profetizzo sarà una realtà ineludibile, quando potrò adorarti in eterno. Tu, amante, amica, compagna, sorella madre, Dea - tutto. Mi terrai stretto al tuo seno con la protezione dei tuoi occhi a vegliare su di me, con le tue labbra di burro a portata di sguardo, con i capelli da ninfa a regalarmi un angolo d'umido, e d'ombra.
E vivrò con te e di te.
E vivrò per te."
Sunday, October 15, 2006
prostituation solidariety
viva la libertà di prostituirsi,quella di scopare gratis,di picchiare,di mangiare merda,di cagare parole,
di vendere libri,di giocare numeri al lotto,
di saltare,di costruire armi di distruzione di massa,
di pescare,di scrivere,camminare...volevo
testo:Michele regista operaio
Monday, September 25, 2006
Uno e Due si inseguivano
Doveva pisciare.Uno si diresse verso il bagno della stazione.
nella stessa direzione andava Due.
Uno gli era dietro.Due si voltò guardando in viso Uno.
Due alzò il passo.Anche Uno alzò il passo.Due si turbò un poco.
Entarono in bagno.
C'era una fila di cessi separati da alcune lastre di marmo
(messe lì per impedire agli orinatori di guardare,presi da quella irresistibele voglia,il pene dell'altro).
Uno e Due ne occuparono le estremità.
Uno pisciava in azzurro.Due pisciava in grigio.Due sapeva.
Uno sbirciò in fondo oltre il divisorio e notò che Due lo stava osservando.
Uscirono.
Adesso Uno era davanti.Si voltò guardando Due in viso.
Alzò il passo.Anche Due alzò il passo.Uno si turbò un poco.
Proseguirono per la propria strada.
Intanto nelle fogne...il piscio azzurro e il piscio grigio si univano nel Tre.
Nel bagno il signor Quattro s'aggiustava il cappello quando nello specchio vide Tre uscire dal cesso.
Due sapeva e nulla disse ad Uno,il generoso.
Tre andò e disse di sè.
Giuseppe Settebbellezze
Saturday, September 16, 2006
LA FILASTROCCA DEL CIARLATANO
la Fisica é
Introduzione : Perché nessuno!?
Se ti spezzo una gamba ti piacerebbe che non avessero inventato i raggi X ?
Mi sembra prorpio di si!
Per questo hai bisogno della fisica perché
la fisica é tutto ció che sta fuori di te
ma non lo é come lo sei Tu!!!
anche se poi viene dallo stesso posto da cui esce la Tua pupú!!
Le cose non sono ció che sembrano non é cosí????
Sei incompreso, introverso,inibito,interdetto,instabile,inconcludente,
impaziente,impaurito,inavvertito,inteligente???
In-abile?? O piú semplicemente con qualche disfunzione Psicomotoria???
Ecco che hai un nuovo amico con cui parlare : Sir Isaac Newton.
Lui ti spiegherá Tutto ció che devi fare....
Anche perché é morto.
fine della Storia.
Ciarly 28
Friday, September 08, 2006
IL MANIACO/FENOMENO
ARRESTATO L'AVVENTUROSO MANIACO/FENOMENO:UN INSOSPETTABILE
Si è conclusa stamane alle prime luci dell’alba la lunga e frenetica caccia all’uomo nella periferia
sud di Bari: Mario Margiale, impiegato all’ufficio delle poste di v.le Einaudi, sembra essere il responsabile della sconvolgente catena-record di violenze carnali che ha appassionato gli abitanti della capitale pugliese. I numeri, ricordiamolo, sono a dir poco stupefacenti: si parla di 19 casi accertati nelle sole 24 ore che corrono fra le 5 di mattina di ieri e il momento dell’arresto, effettuato da un esemplare operazione della sezione paramilitare del corpo di polizia di stato, per l’occasione travestita da bambini sotto i 10 anni e sparpagliati nei vari parchi e vicoli dell’intera area metropolitana; sembra infatti da voci di corridoio che il Margiale amava vantarsi delle doti del suo membro esclusivamente con soggetti giovanissimi, offrendo loro gelati, lecca lecca e spesso collier di diamanti per essere sicuro di avere la loro attenzione.
L’acuto lavoro di intelligence ha portato le forze dell’ordine anche a localizzare l’abitazione del mostro (definizione che il Margiale amava, con i suoi colleghi impiegati, dare di sé): lo scenario che si è manifestato agli occhi degli agenti è stato alquanto tipico per casi come questo: collezione completa di “Paperinik”, dell’ammontare di circa 120 volumi, incollati insieme con una pasta abrasiva che, a detta della squadra RIS, era composta da marmellata di castagne e liquido seminale;amaca ricavata da svariate paia di calze a rete, trofeo della sua romantica ricerca del partner ideale,cd e musicassette di cantanti hip-hop becero baresi, nonché- dettaglio che ha causato più di uno svenimento fra le file della squadra- l’opera omnia di Giovanni Pascoli.
In attesa del processo per la sequela di stupri a lui attribuiti, Mario Margiale è tenuto sotto custodia nei locali della scuola materna “Kennedy”, dove ha già ricevuto, oltre alle consuete lettere di minacce e di sfogo, anche numerose proposte di business: in una dichiarazione strappata al suo legale ( che ha preferito non comunicare alla stampa il suo vero nome, facendosi solo chiamare “Consuelo”), egli ha comunicato che il suo cliente sarà il protagonista del nuovo spot della famosa bevanda energizzante Green Cat.
Costernazione fra colleghi e familiari dell’arrestato, che rischia da uno a novant’anni, in conformità alla nuova procedura giudiziaria, nota come “
Luc Pappafico
Sunday, September 03, 2006
GHIGGHIONE IN ACETO

Cerimonia con il premier e Parisi al “lido Conchiglia” ; Gallipoli caput mundi.
PARTITA L’OPERAZIONE "GHIGGHIONE IN ACETO"
Gallipoli. La seconda forza di interposizione italiana è partita. A bordo dei cinque finti-motopescherecci, sequestrati l’anno scorso dalla guardia costiera agli
Alla cerimonia erano presenti, oltre al premier e al ministro della difesa, i rappresentanti di tutti i partiti della maggioranza e dell’opposizione a dimostrare lo spirito di coesione e collaborazione tra le forze politiche. Numerosi i commenti : il ministro degli Esteri Massimo D’Alema ringrazia il capo del governo, la Marina e l’Esercito per aver organizzato la cerimonia nelle vicinanze del porticciolo dove è ormeggiata la sua barca a vela, mentre Rutelli e Mastella , uniti come due fratelli siamesi (due corpi, “stessa testa”…) auspicano che la pace possa presto degenerare in una guerra santa. L’ex premier Silvio Berlusconi , eccitato dalle uniformi da cerimonie e derivati, regala le isole Tremiti alla moglie Veronica; l’onorevole Calderoli, invece, invita i Paesi musulmani a cambiare momentaneamente dio, prima di inabissarsi nel mar ionio come Godzilla.
La giornata si è conclusa con un concerto di Jo Squillo, scelta dal ministero della difesa per tenere alto il morale delle truppe. La showgirl ha annunciato che raggiungerà al più presto i soldati e che pregherà per i poveri bambini pakistani.
Michele il regista operaio



